Variante del Junkers F 13
Junkers F 13 Junkers-Larsen JL-6
Versione statunitense dell'F 13, assemblata e commercializzata dalla Junkers-Larsen Aircraft Corporation di New York. Volò per il servizio postale degli Stati Uniti e stabilì nel 1921 un record mondiale di volo continuo.
- 8
- Esemplari costruiti
- 4
- Passeggeri
Storia
Un accordo per aggirare il blocco
Nel novembre 1919 Junkers e John M. Larsen firmarono un accordo di cooperazione per l'assemblaggio finale e la vendita dell'F 13 negli Stati Uniti. Gli aerei arrivavano smontati in casse da Dessau e venivano assemblati a New York con la designazione JL-6. Per Junkers era, oltre a un affare commerciale, l'unica via praticabile per vendere aerei finché le potenze alleate limitavano l'industria aeronautica tedesca.
La posta aerea
Il principale cliente fu il servizio postale statunitense, che impiegò i JL-6 sulla linea regolare New York–Chicago–Omaha, poi prolungata fino a San Francisco. L'operazione dimostrò la qualità dell'aereo, ma fu segnata da una serie di incidenti attribuiti soprattutto alla mancanza di esperienza dei piloti statunitensi con i monoplani e a modifiche non autorizzate introdotte durante il montaggio. Il primo pilota del servizio, Max Miller, morì nel settembre 1920 quando il suo JL-6 prese fuoco e precipitò a Morristown.
Il record del 1921
Larsen organizzò numerosi voli dimostrativi. In uno di essi, Eddie Stinson e Lloyd Bertaud decollarono da Mineola, a New York, con un JL-6 equipaggiato con motore BMW IIIa e rimasero in volo 26 ore, 5 minuti e 32 secondi, record mondiale di volo continuo.
Bilancio
La Junkers-Larsen Corporation aiutò Hugo Junkers e il suo aereo a sopravvivere ai primi anni. Oltre agli esemplari civili, due JL-6 su galleggianti furono consegnati alla Marina statunitense, ed è da questa versione — non dall'F 13 europeo — che la replica moderna costruita a partire dal 2016 trasse il suo aspetto esteriore.