Variante del Hawker Siddeley Harrier
Hawker Siddeley Harrier T.2
Il primo addestratore biposto dell'Harrier per la RAF: una fusoliera allungata con due abitacoli in tandem, una deriva più alta e il motore Pegasus Mk 101. Volò per la prima volta il 24 aprile 1969 e fu seguito dal T.2A con il Pegasus Mk 102.
Scheda del Hawker Siddeley Harrier
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- 24 aprile 1969
- Primo volo
Storia
Perché serviva un biposto
L'Harrier poneva ai piloti da combattimento capacità e sfide che nessuno aveva mai affrontato prima: decollare e atterrare verticalmente, restare in volo stazionario sulla spinta del motore e compiere la transizione dal volo sostenuto dal getto al volo sostenuto dalle ali. Fu quindi ordinato un addestratore biposto per la conversione, affinché un istruttore potesse accompagnare l'allievo in quelle prime transizioni. L'Harrier T.2 fu la risposta: la prima versione addestrativa della famiglia, costruita per la Royal Air Force.
La soluzione progettuale
Il T.2 manteneva sostanzialmente invariato l'aereo da combattimento, ma con una fusoliera allungata per ospitare due posti in tandem. Per compensare la variazione di stabilità dovuta al muso più lungo, ricevette una deriva più alta di quella del monoposto. Il motore era il Pegasus Mk 101, lo stesso gradino iniziale della serie che equipaggiava i primi monoposto della RAF. Le fonti consultate descrivono la variante attraverso queste tre caratteristiche - fusoliera allungata, deriva alta e Pegasus Mk 101 - e non indicano altre differenze di equipaggiamento rispetto al monoposto.
Primo volo e un inizio travagliato
Il primo biposto, XW174, volò il 24 aprile 1969 ai comandi di Duncan Simpson, il pilota collaudatore della Hawker Siddeley che aveva già portato in volo il primo Harrier di serie nel dicembre 1967. Il programma subì presto una battuta d'arresto: sei settimane dopo, il 4 giugno 1969, il motore dello XW174 si arrestò a circa 900 metri durante un volo di consegna vicino a Boscombe Down, sede dell'Aeroplane and Armament Experimental Establishment. Simpson dovette eiettarsi a quota bassissima, circa 30 metri, sopra Larkhill, nel Wiltshire. Tornò a volare nove mesi dopo, ricevette la Queen's Commendation for Valuable Service in the Air e nel 1970 divenne capo pilota collaudatore dell'azienda.
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Non fu l'unica perdita durante la fase di prove. L'11 luglio 1970 un altro T.2 dello stesso centro sperimentale, lo XW264, fu radiato dopo un atterraggio forzato a Boscombe Down causato da un'avaria al motore.
XW175, il biposto più longevo
Il secondo aereo di sviluppo, XW175, volò anch'esso nel 1969 ed ebbe una vita molto diversa da quella dei suoi fratelli: trascorse tutta la sua carriera nella ricerca. Consegnato al Royal Aircraft Establishment di Bedford nel febbraio 1975, divenne l'aereo del centro per le prove di decollo e atterraggio corto e verticale. Nell'agosto 1977 fu il primo Harrier biposto a decollare da una rampa ski-jump, e durante due campagne di prove in mare con la portaerei HMS Hermes nel 1977 e l'anno seguente fu impiegato per sperimentare il recupero a bordo con guida MADGE, la simbologia dell'head-up display, il lancio da ski-jump e lo sviluppo dell'autostabilizzatore e del pilota automatico.
In seguito fu convertito in un aereo fly-by-wire a piena autorità, con controllo sulle superfici aerodinamiche, sulla spinta del motore e sull'orientamento degli ugelli, e divenne noto come VAAC (Vectored thrust Aircraft Advanced Control). Con esso il RAE collaborò con il centro di ricerca Ames della NASA sulle tecniche di controllo digitale per i futuri aerei a decollo corto e atterraggio verticale; dal 1996 volò da Boscombe Down e sostenne lo sviluppo del Joint Strike Fighter con prove a bordo della HMS Illustrious, della HMS Invincible e della portaerei francese Charles de Gaulle. La sua ultima prova di ricerca si svolse il 18 novembre 2008. Oggi è catalogato come T.4 modificato, a riflesso degli aggiornamenti ricevuti, ed è considerato il più antico Harrier biposto superstite.
Discendenti
Il T.2 fu la radice della famiglia di addestratori Harrier di prima generazione. Il T.2A era un T.2 aggiornato con il Pegasus Mk 102. Il T.4, l'equivalente biposto del GR.3 con il Pegasus Mk 103, tornò invece alla deriva corta del monoposto. Dalla stessa linea nacque l'Harrier T.52 (immatricolazione G-VTOL), un dimostratore aziendale per una versione da esportazione del T.2, che volò per la prima volta il 15 settembre 1971. Le fonti consultate non forniscono una cifra affidabile del numero di T.2 costruiti né la data della sua entrata in servizio nei reparti della RAF, e non ne è stata inclusa alcuna.

Multimedia
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