Variante del Douglas DC-4

Douglas DC-4 VC-54C «Sacred Cow»

L'unico VC-54C mai costruito e il primo aereo progettato appositamente per trasportare il presidente degli Stati Uniti. Un ibrido di fusoliera C-54A e ali C-54B dotato di un montacarichi per la sedia a rotelle di Roosevelt, portò il presidente a Yalta nel 1945 e fu dove Truman firmò nel 1947 la legge che istituì la USAF. Conservato al National Museum of the United States Air Force.

Scheda del Douglas DC-4

Douglas DC-4 VC-54C «Sacred Cow»
VC-54C Sacred Cow all'aeroporto Washington National, 1945
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Esemplari costruiti
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Passeggeri

Storia

Il VC-54C, numero di serie 42-107451 e universalmente noto come Sacred Cow, fu il primo aereo costruito appositamente per trasportare il presidente degli Stati Uniti e l'unico esemplare della sua designazione. Le sue origini risalgono al viaggio di Franklin D. Roosevelt alla Conferenza di Casablanca nel gennaio 1943: il presidente attraversò l'Atlantico a bordo di un idrovolante commerciale Boeing 314 della Pan American, il Dixie Clipper, e per l'ultimo tratto sull'Africa, zona di guerra attiva, furono impiegati due trasporti C-54 dell'Esercito. Fu la prima volta che un presidente in carica volava, e la dipendenza da aerei di linea commerciali preoccupava i vertici delle Army Air Forces (USAAF). Dopo un tentativo problematico di convertire un trasporto Consolidated C-87A, l'USAAF si accordò con la Douglas Aircraft per costruire un nuovo velivolo dedicato al comandante in capo.

L'ordine viaggiò da Washington allo stabilimento Douglas di Santa Monica come documentazione classificata sotto il nome di Progetto 51. Circa nove mesi dopo, il 12 giugno 1944, l'aereo volò da Santa Monica al National Airport di Washington per la consegna all'Air Transport Command. A un occhio non esperto sembrava un C-54 qualunque, ma la cellula era unica: la Douglas partì da una fusoliera di C-54A e vi unì ali di C-54B, con alettoni diversi da quelli di qualsiasi modello B, portando la capacità di carburante a 4.510 galloni americani. La maggior parte del lavoro si concentrò sull'interno. Roosevelt, colpito dalla poliomielite all'età di 31 anni, poteva camminare solo con le stampelle e non poteva salire una scaletta; i progettisti scartarono sia l'idea di trasportarlo in braccio sia quella di installare lunghe rampe che avrebbero annunciato il suo arrivo ovunque atterrasse. La soluzione del Progetto 51 fu un montacarichi a batteria posto dietro la cabina passeggeri principale, capace di sollevare il presidente sulla sua sedia a rotelle direttamente dal suolo al livello del pavimento della cabina. La cabina fu organizzata in modo che potesse spostarsi in sedia a rotelle in ogni parte dell'aereo, e un set removibile di binari inclinati permetteva di condurlo fino alla cabina di pilotaggio, tra il pilota e il copilota.

Douglas DC-4 VC-54C «Sacred Cow»
Douglas VC-54C "Sacred Cow", National Museum of the US Air ForceRoland Turner (CC BY SA), vía commons

La cabina presidenziale misurava circa 2,3 per 3,7 metri (7½ per 12 piedi) e conteneva una poltrona girevole imbottita a portata di mano di una maschera di ossigeno, luci di lettura e un interfono con la cabina di pilotaggio; l'aereo non era né pressurizzato né climatizzato, per cui un ventilatore elettrico su un mobiletto faceva le veci del condizionamento. La sala conferenze esecutiva comprendeva un'ampia scrivania con il sigillo presidenziale, quattro mappe su rulli, strumenti di volo ingranditi (anemometro, altimetro, bussola e orologio) e una toilette privata, mentre accanto al sedile del presidente si trovava un finestrino blindato di dimensioni maggiorate; come è stato osservato con una punta di ironia, il rivestimento circostante non avrebbe fermato nemmeno un punteruolo per il ghiaccio. Altre fonti descrivono compartimenti anteriori e posteriori con posti a sedere e una cuccetta, e fino a tre sale conferenze. L'aereo era pilotato da un equipaggio militare di sette persone e poteva trasportare fino a quindici passeggeri: il presidente e quattordici collaboratori. Le prestazioni dichiarate erano una velocità massima di circa 300 mph (483 km/h), una quota di tangenza di 22.000 ft e un'autonomia di circa 3.900 miglia.

Il nome non fu mai ufficiale e non venne mai dipinto sull'aereo. Si era valutato «The Flying White House», ma gli irriverenti corrispondenti di Washington optarono per Sacred Cow (vacca sacra), e i tentativi ufficiali di scoraggiare il soprannome come poco dignitoso non ebbero effetto; la White House Historical Association attribuisce il nome all'ammiraglio Leahy, un riferimento allo status di sicurezza e al protocollo che circondava l'aereo. Roosevelt lo utilizzò una sola volta, nel febbraio 1945, quando si recò alla Conferenza di Yalta, sul Mar Nero, rendendolo il primo aereo militare a trasportare un presidente statunitense. Secondo historyofwar.org, in quella missione lo accompagnarono altri 33 trasporti quadrimotori. Roosevelt morì nell'aprile 1945, ma il Sacred Cow rimase in servizio presidenziale per i primi 27 mesi dell'amministrazione Truman, che lo utilizzò ampiamente. Il suo momento più celebre arrivò il 26 luglio 1947, quando Harry S. Truman, seduto nella sala conferenze, firmò il National Security Act del 1947 che rese l'Aeronautica un servizio indipendente dall'Esercito: per questo l'aereo è considerato il luogo di nascita della USAF. A quel punto Truman stava già pianificando il suo sostituto, il VC-118 Independence.

Sollevato dal servizio presidenziale, l'aereo fu riassegnato dalla USAF ad altri compiti di trasporto. Tra i suoi passeggeri nel corso degli anni figurarono i presidenti Roosevelt, Truman, Hoover ed Eisenhower, oltre a Madame Chiang Kai-shek, Winston Churchill e il presidente cecoslovacco Edvard Beneš; Theodore J. Boselli servì come suo navigatore. Fu ritirato nel 1961 dopo oltre 12.000 ore di volo e 1.500.000 miglia, con una cerimonia alla base aerea di Andrews, Maryland, il 4 dicembre 1961, il cui cerimoniale ricordò il congedo di un generale; le fonti non concordano sul mese esatto del ritiro (luglio o ottobre) né sul fatto che quella data segnasse il trasferimento al National Air Museum della Smithsonian Institution. Nel 1983 fu trasportato su strada al National Museum of the United States Air Force, presso la Wright-Patterson Air Force Base vicino a Dayton, Ohio. Il restauro iniziò nell'agosto 1985 e richiese dieci anni e oltre 30.000 ore di lavoro da parte del personale e dei volontari della Divisione Restauro del museo. Da allora è esposto nella Presidential Gallery del museo nella configurazione che aveva durante il volo di Roosevelt a Yalta.

Multimedia

Douglas DC-4 VC-54C «Sacred Cow»
Douglas VC-54C "Sacred Cow", National Museum of the US Air ForceRoland Turner (CC BY SA), vía commons
Douglas DC-4 VC-54C «Sacred Cow»
Presidential Aircraft Collection "The Sacred CowRoland Turner (CC BY SA), vía commons
Douglas DC-4 VC-54C «Sacred Cow»
Dettaglio del motore del Douglas VC-54C, National Museum of the US Air ForceRoland Turner (CC BY SA), vía commons
Douglas DC-4 VC-54C «Sacred Cow»
Sacred Cow e Independence al NMUSAFPi3.124 (CC BY SA), vía commons
Douglas DC-4 VC-54C «Sacred Cow»
Douglas VC-54C (Sacred Cow) al National Museum USAF, vista 2Clemens Vasters (CC BY), vía commons
Douglas DC-4 VC-54C «Sacred Cow»
Douglas VC-54C (Sacred Cow) al National Museum USAF, vista 1Clemens Vasters (CC BY), vía commons
Douglas DC-4 VC-54C «Sacred Cow»
Douglas VC-54C Sacred Cow al Museo della USAF
Douglas DC-4 VC-54C «Sacred Cow»
VC-54C The Sacred Cow, 1948
Douglas DC-4 VC-54C «Sacred Cow»
Douglas VC-54C Sacred Cow USAF