Versione del R-7 Semyorka

R-7 Semyorka Sputnik (8K71PS)

La versione alleggerita del missile R-7 che mise in orbita i primi due satelliti artificiali, Sputnik 1 e Sputnik 2, nell'ottobre e nel novembre 1957. Senza testata, senza guida radio e senza stadio superiore: due stadi, 267 t al decollo e 500 kg verso l'orbita terrestre bassa.

Scheda del R-7 Semyorka

R-7 Semyorka Sputnik (8K71PS)
Rappresentazione dell'R-7 nella configurazione di lanciatore SputnikFac-tory-o (CC BY SA), vía commons
4 ottobre 1957
Primo lancio
500 kg
Capacità in LEO
3890 kN
Spinta
No
Riutilizzabile

Storia

Un missile trasformato in lanciatore

L'8K71PS era la versione del missile intercontinentale R-7 che mise in orbita i primi due satelliti artificiali della storia. Nacque da un ritardo. Il decreto del governo sovietico n. 149-88ss, firmato il 30 gennaio 1956, aveva autorizzato un satellite scientifico non orientato, l'Oggetto D, con una massa limitata a 1.000-1.400 kg da ciò che l'R-7 poteva sollevare. Alla fine del 1956 era ormai chiaro che gli strumenti scientifici dell'Oggetto D non sarebbero stati pronti in tempo. Per rispettare una finestra politicamente importante, l'OKB-1 di Sergej Korolëv propose di farlo precedere da un «prosteishy sputnik», un «satellite semplicissimo» noto con la sigla russa PS, di soli 80-100 kg, che poteva essere lanciato tra aprile e maggio 1957. Il razzo destinato a portarlo ricevette una designazione piuttosto lunga: 8K71PS n. 1 M1-PS.

Che cosa fu tolto all'R-7

L'8K71PS non aggiungeva nulla al missile: il trucco consisteva nel sottrarre. Rispetto ai precedenti veicoli di prova dell'R-7 erano spariti la testata militare, l'attrezzatura di misura, la sezione avionica superiore con il suo sistema di monitoraggio delle vibrazioni, i cavi che collegavano il razzo alla testata e buona parte dell'hardware di controllo del volo, compreso il sistema di controllo radio. Secondo la Wikipedia in lingua russa, il vano che ospitava l'equipaggiamento di controllo, e sul quale era stata montata la pesante testata, fu sostituito da un leggero adattatore conico che portava soltanto l'equipaggiamento di controllo minimo necessario per il volo.

R-7 Semyorka Sputnik (8K71PS)
Lanciatore R-7 Sputnik esposto a Dnipro, UcrainaVKras (CC BY SA), vía commons

Non c'era uno stadio superiore. Era un razzo a due stadi: quattro booster laterali (Block B, V, G e D), ciascuno con un motore RD-107 nella versione 8D74PS, circondavano lo stadio centrale (Block A), azionato da un RD-108 nella versione 8D75PS. I motori di entrambi gli stadi venivano accesi insieme quando il razzo era ancora a terra e bruciavano cherosene T-1 con ossigeno liquido. La Wikipedia in lingua inglese attribuisce al veicolo 267 t al decollo, un'altezza di 30 m, una spinta totale al decollo di 3.890 kN e 500 kg verso l'orbita terrestre bassa; i booster bruciavano per 120 s.

4 ottobre 1957

Il lanciatore che portava il satellite PS-1 si staccò dalla rampa n. 1 del poligono di Tyuratam (oggi Baikonur) il 4 ottobre 1957 alle 22:28:34 ora di Mosca; a Tyuratam era già il 5 ottobre. Gli stadi si separarono dopo 116,38 s e a 295,4 s lo stadio centrale e il satellite entrarono in orbita a un'altitudine di 228,6 km e a una velocità di 7.780 m/s. Il satellite si separò dallo stadio centrale 5 minuti e 14,5 secondi dopo il lancio. Fu il primo razzo della storia a raggiungere la velocità orbitale (prima velocità cosmica).

Prima che il satellite avesse completato la sua prima orbita, l'agenzia di stampa TASS annunciò il lancio al mondo. I controllori di volo lasciarono deliberatamente acceso il sistema di telemetria Tral sullo stadio centrale, e il suo segnale fu captato durante la seconda orbita: anche lo stadio centrale era in orbita, e rientrò nell'atmosfera il 2 dicembre 1957. Il nome «Sputnik», insieme alla designazione 8K71PS, fu dato al razzo solo dopo che era stato confermato che il carico utile aveva raggiunto l'orbita.

Il secondo volo e il successore

Il 3 novembre 1957 un secondo 8K71PS lanciò lo Sputnik 2 (PS-2). Furono gli unici due lanci della variante, ed entrambi riuscirono. La versione successiva, lo Sputnik 8A91, era un veicolo diverso: aveva motori più potenti per satelliti molto più pesanti, fallì al primo tentativo nell'aprile 1958 e mise in orbita lo Sputnik 3 il 15 maggio di quello stesso anno. In seguito il Polyot avrebbe ripreso la configurazione a due stadi dello Sputnik, costruita con componenti del Voskhod.

Cifre su cui le fonti non concordano

La Wikipedia in lingua inglese indica un'altezza di 30 m; la Wikipedia in lingua russa e This Day in Aviation indicano 29,167 m. This Day in Aviation colloca la combustione dello stadio centrale a 180 s, contro i 310 s delle specifiche della Wikipedia in lingua inglese. Il diametro massimo di 10,3 m è misurato alla base del razzo, stabilizzatori inclusi, non sullo stadio centrale.

R-7 Semyorka Sputnik (8K71PS)
Razzo vettore Sputnik 8K71PS, disegno (schema cromatico verde)GW Simulations (CC BY), vía commons

Multimedia

R-7 Semyorka Sputnik (8K71PS)
Lanciatore R-7 Sputnik esposto a Dnipro, UcrainaVKras (CC BY SA), vía commons
R-7 Semyorka Sputnik (8K71PS)
Razzo vettore Sputnik 8K71PS, disegno (schema cromatico verde)GW Simulations (CC BY), vía commons
R-7 Semyorka Sputnik (8K71PS)
Vettore Sputnik 8K71PS, disegno (schema di colori grigio)GW Simulations (CC BY), vía commons