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Perché l'Aichi H9A non ebbe mai un nome in codice alleato?

Risposta diretta

Perché gli Alleati lo videro appena: l'Aichi H9A era un tipo relativamente raro e lo incontrarono solo nella primavera del 1945, quindi non gli fu mai assegnato un nome in codice alleato. Era un idrovolante bimotore da addestramento: della versione di serie, Aichi ne costruì 24 e Nippon Hikoki altri quattro.

Perché l'Aichi H9A non ebbe mai un nome in codice alleato?
North American Rockwell Shrike Commander 500S, Robert A. "Bob" Hoover

Un idrovolante per addestrare gli equipaggi

L'H9A fu sviluppato in risposta a un'istruzione della Marina imperiale giapponese alla Aichi affinché fornisse un idrovolante bimotore configurato per l'addestramento dei futuri equipaggi dell'idrovolante quadrimotore da pattugliamento marittimo Kawanishi H8K «Emily». Era un idrovolante bimotore ad ala a parasole, progettato per soddisfare tale istruzione di addestramento degli equipaggi. Il suo equipaggio di progetto era di cinque uomini — pilota, copilota, osservatore, motorista di bordo e radiooperatore — con posti sufficienti per trasportare inoltre tre allievi.

Pochi esemplari, nessun nome in codice

Della versione di serie, oltre ai prototipi, Aichi costruì 24 velivoli e Nippon Hikoki altri quattro. I primi undici furono consegnati alla Marina imperiale giapponese nel corso del 1942. Trattandosi di un tipo relativamente raro, le forze alleate lo incontrarono solo nella primavera del 1945 e non gli assegnarono mai un nome in codice.

Compiti di seconda linea

Tra maggio e giugno del 1942, l'aviazione navale giapponese impiegò i propri H9A in diversi ruoli di seconda linea: missioni antisommergibile lungo la costa giapponese, trasporto, addestramento di paracadutisti e collegamento. I prototipi avevano eliche bipala, mentre i velivoli di serie si distinguevano per le eliche tripala.

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