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Quale carrello d'atterraggio aveva l'Alaparma Baldo?

Risposta diretta

Un'unica ruota principale sotto la navicella della fusoliera, una piccola ruotina di coda poco dietro e ruote stabilizzatrici alle estremità delle ali. Il Baldo fu un monoplano leggero biposto di configurazione inusuale, costruito in Italia poco dopo la Seconda guerra mondiale.

Quale carrello d'atterraggio aveva l'Alaparma Baldo?
Alaparma AP75 Baldo

Un carrello di appoggi atipico

Il carrello del Baldo era costituito da un'unica ruota principale posta sotto la navicella della fusoliera, una piccola ruotina di coda poco dietro di essa e ruote stabilizzatrici alle estremità delle ali. Si trattava di un monoplano leggero biposto di configurazione inusuale, prodotto in Italia poco dopo la Seconda guerra mondiale.

Fusoliera ovoidale e motore a spinta

Fu progettato da Adriano Mantelli, con una fusoliera di forma ovoidale e porte della cabina incernierate verso l'alto e all'indietro. L'impennaggio, convenzionale con una sola deriva e timone, era sostenuto da due travi di coda poste su entrambi i lati del gruppo motore, montato in configurazione a spinta.

Versioni e servizio

Fu costruito come AM.65, con un motore a pistoni Walter Mikron da 65 hp, e come AM.75, con un Praga D da 75 hp. La produzione si svolse tra il 1949 e il 1951 e ne uscirono circa 35 esemplari. L'Aeronautica Militare italiana impiegò dieci velivoli fino al 1951.

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