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Cosa aveva di strano la coda dell'Ar 66?

Risposta diretta

Gli stabilizzatori orizzontali, il tratto più singolare dell'aereo: montati a un'altezza inusuale, sulla superficie superiore della fusoliera e in una posizione atipicamente avanzata. Il primo prototipo, l'Ar 66a, volò nel 1932, e la fusoliera era di tubi d'acciaio saldati rivestiti di tela.

Cosa aveva di strano la coda dell'Ar 66?
¿Qué tenía de raro la cola del Ar 66?

Stabilizzatori alti e avanzati

Il tratto più singolare dell'Ar 66 erano i suoi stabilizzatori orizzontali, collocati a un'altezza inusuale e montati sulla superficie superiore della fusoliera in una posizione atipicamente avanzata.

Una struttura mista di acciaio, legno e tela

La fusoliera aveva sezione ovale ed era costruita con tubi d'acciaio saldati, rivestiti di tela. Le due ali condividevano la stessa apertura e una freccia di 8°, con una struttura a doppio longherone di pino, centine di tiglio e rivestimento in tela. Sia l'ala superiore che quella inferiore erano equipaggiate con diversi alettoni compensati. Il carrello d'atterraggio, in tubo d'acciaio, si univa alla fusoliera a forma di «V» e utilizzava una sospensione in gomma ad alta pressione.

Uno sviluppo pagato dall'Arado

I primi lavori di sviluppo di quello che sarebbe diventato l'Ar 66 furono pagati con le risorse proprie dell'Arado. Nel 1932, il primo prototipo, designato Ar 66a, effettuò il suo volo inaugurale. Alla fine di settembre di quell'anno il prototipo aveva dimostrato prestazioni superiori a quelle di due aerei concorrenti.

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