Lo sapevi…
Quanta velocità di crociera guadagnava l'Airspeed Courier ritraendo il carrello d'atterraggio?
Risposta diretta
Circa 32 km/h (20 mph) di velocità di crociera. Le fonti attribuiscono il guadagno alla minore resistenza con il carrello principale ritratto, al prezzo di circa 30 libbre di peso del meccanismo; con esso Hessell Tiltman rispose a chi dubitava che il carrello retrattile compensasse la sua complessità.
Una scommessa discussa
All'inizio degli anni Trenta il carrello retrattile era una rarità nell'aviazione leggera britannica. Nel concepire il Courier, Hessell Tiltman puntava su un aereo veloce e avanzato, e c'era chi vedeva nel carrello retrattile un miglior rendimento aerodinamico e un aspetto esterno più pulito ed elegante. Ma negli ambienti aeronautici del paese c'erano anche critici che dubitavano della sua convenienza, visti i meccanismi più complessi necessari per alzare e abbassare le ruote. Il dubbio arrivò allo stesso consiglio di Airspeed: Lord Grimthorpe si mostrò pessimista, a quanto pare influenzato da quei detrattori. Tiltman difese la soluzione con fermezza, diversi consiglieri lo appoggiarono e il carrello rimase.
Quanto costava e quanto dava
Il bilancio pubblicato è chiaro. Il meccanismo di salita e discesa fu stimato in circa 30 libbre di peso aggiunto, mentre la minore resistenza apportava circa 20 mph di crociera, circa 32 km/h. La Enciclopedia ilustrada de la aviación aggiunge che Tiltman andò avanti senza entrare in polemica e che, a suo tempo, poté dimostrare quel miglioramento con il carrello principale ritratto. Il pilota azionava il sistema con una pompa idraulica manuale. Secondo i dati di British Civil Aircraft since 1919, il Courier con motore Lynx IVC cruisava a 132 mph (212 km/h), quindi il guadagno non era trascurabile.
Un'invenzione con un futuro
Il carrello era un brevetto di Airspeed, che più tardi ottenne introiti quando fu adottato su altri aerei, tra cui il bimotore Airspeed Oxford. E aveva una curiosa rete di sicurezza: le ruote sporgevano un poco anche da ritratte, per cui se il pilota dimenticava di abbassarle l'atterraggio si risolveva di solito con un'elica piegata e un aereo per il resto intatto.