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Cosa avevano di particolare i flottatori dell'Avro 539?

Risposta diretta

Erano due flottatori in legno, sotto un piccolo biplano monoposto con fusoliera corta e tozza. Nei primi voli di prova furono danneggiati da detriti galleggianti e dovettero essere riparati; l'Avro approfittò della sosta per ritoccare le superfici di coda, con timone compensato e deriva allungata.

Cosa avevano di particolare i flottatori dell'Avro 539?
Swiss Avro RJ 100; HB IYU@ZRH;08 06 2013 709atAero Icarus from Zürich, Switzerland (CC BY SA), vía commons

Due flottatori in legno

L'Avro 539 era un piccolo biplano monoposto a elica traente, con fusoliera corta e tozza e due flottatori in legno. Il pilota disponeva di un unico abitacolo aperto situato dietro le ali, e il propulsore era un Siddeley Puma da 240 hp (180 kW) che azionava un'elica bipala.

Danneggiati da detriti galleggianti

Durante i primi voli di prova, i flottatori furono danneggiati da detriti che galleggiavano sull'acqua e dovettero essere riparati. L'Avro approfittò dell'occasione per modificare le superfici di coda del velivolo, con un timone compensato e una deriva allungata, e per mostrare la sua matricola, G-EALG.

Un idrovolante per la Coppa Schneider del 1919

Nell'agosto 1919, l'Avro progettò e costruì questo idrovolante per competere nella Coppa Schneider di quell'anno, che doveva svolgersi a Bournemouth in settembre. Il velivolo volò per la prima volta negli stabilimenti Avro di Hamble il 29 agosto 1919. La gara si disputò il 10 settembre 1919, ma fu rovinata dalla nebbia e dichiarata nulla.

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