Variante del Saab 2000

Saab 2000 Airtracer

Versione per intelligence dei segnali (SIGINT) del Saab 2000 proposta da Saab Surveillance Systems: sistemi COMINT ed ELINT integrati, misure di supporto elettronico, autoprotezione e collegamenti satellitari, con oltre 9,5 ore di autonomia. Nessun ordine noto.

Scheda del Saab 2000

Immagine in arrivo
3705 km
Autonomia

Storia

Il Saab 2000 Airtracer fu la proposta di Saab per trasformare il proprio turboelica regionale in una piattaforma di intelligence dei segnali (SIGINT) a lungo raggio e lunga autonomia. Fu concepito come un ulteriore membro della famiglia di piattaforme di sorveglianza aerea costruita sul Saab 2000, insieme all'aereo da allarme aereo anticipato Saab 2000 Erieye e all'aereo da pattugliamento marittimo Saab 2000 MPA, con l'obiettivo di condividere cellula, motori e catena di supporto tra le tre configurazioni.

I primi dettagli pubblici emersero nel settembre 2009, quando Saab presentò all'esposizione DSEi di Londra le prime informazioni su due nuove versioni militari proposte per l'aereo di linea: una per il pattugliamento marittimo e una per l'intelligence dei segnali. Nella documentazione commerciale di quegli anni (scheda tecnica SSS08-0063, edizione 2, di Saab Surveillance Systems), il costruttore descrisse l'Airtracer come un velivolo SIGINT completo, con un sistema integrato di intelligence delle comunicazioni (COMINT), un sistema integrato di intelligence elettronica (ELINT), misure di supporto elettronico (ESM), un sistema di autoprotezione (SPS) e soluzioni di comunicazione satellitare e collegamento dati. Le applicazioni pubblicizzate spaziavano dalla raccolta strategica di segnali alla ricognizione, all'individuazione di obiettivi e alle missioni di sicurezza nazionale. Lo stesso testo circolò in alcune fonti con il nome Saab 2000 SIGSTAR, che sembra essere stata una designazione commerciale precedente o alternativa per lo stesso concetto.

La configurazione del velivolo, come mostrato nella scheda tecnica, combinava un insieme di antenne e sensori esterni con una cabina riconfigurata. All'esterno si trovavano il sistema di autoprotezione, un radome per la suite ELINT, l'antenna COMINT, un collegamento dati a banda larga, GPS e IFF. All'interno, la cabina passeggeri lasciava spazio alle postazioni degli operatori di missione, a rack contenenti le apparecchiature di guerra elettronica e di missione, un serbatoio ausiliario di carburante per estendere le pattuglie, un'area di riposo, un sedile ribaltabile, una toilette e un piccolo galley, oltre al vano di carico.

I dati prestazionali pubblicati da Saab si basavano su una missione tipica: transito di 100 miglia nautiche dalla base, pattugliamento di otto ore, ritorno per le stesse 100 miglia e riserva di carburante per 15 minuti di attesa a 5.000 piedi e una deviazione di 100 miglia verso un aeroporto alternativo. In queste condizioni, con atmosfera standard, aeroporto al livello del mare e assenza di vento, il costruttore prometteva un'autonomia massima superiore a 9,5 ore, un raggio d'azione superiore a 2.000 miglia nautiche e oltre otto ore in stazione a 100 miglia dalla base. La salita a 20.000 piedi richiedeva circa 10 minuti, la velocità di crociera massima era di 350 nodi di velocità vera, la velocità di pattugliamento 160 nodi indicati, la distanza di decollo 1.350 m e la quota di tangenza pratica 31.000 piedi, sempre con l'avvertenza che le prestazioni effettive dipendevano dal peso operativo a vuoto di ciascuna configurazione.

Nel novembre 2011, al Dubai Airshow, Saab ampliò la portata del concetto: lanciò Airtracer come famiglia scalabile di sistemi SIGINT aviotrasportati, in grado di raccogliere emissioni nelle bande radar e delle comunicazioni sia per l'intelligence strategica sia tattica, anziché come velivolo singolo. Come spiegò all'epoca Christo Pelster, direttore dello sviluppo commerciale per i sistemi SIGINT della divisione Surveillance Solutions di Saab, un sensore ad alta quota copre un'area molto più vasta rispetto alle apparecchiature SIGINT terrestri: a 30.000 piedi l'orizzonte radio contro emettitori a terra è di circa 390 km, e contro bersagli aerei può essere ancora maggiore a seconda della frequenza e delle antenne dell'emettitore. Il sistema si basava su un segmento a terra, il SIGINT Analysis and Control Centre (SACC), dove le missioni venivano pianificate, aggiornate in volo e dove veniva compilato l'ordine di battaglia elettronico per la segnalazione ad altre agenzie di intelligence. La scalabilità, secondo Saab, permetteva di offrire configurazioni diverse per aerei da pattugliamento marittimo, velivoli multi-missione, aerei AEW&C o piattaforme SIGINT dedicate.

A differenza dell'Erieye, che trovò effettivamente clienti export sulla cellula del Saab 2000, le fonti consultate non registrano alcun ordine, cliente o velivolo convertito per l'Airtracer, che compare solo nella documentazione commerciale di Saab e nei resoconti delle fiere in cui fu proposto.

Fonti: Saab Surveillance Systems, datasheet SSS08-0063 «Saab 2000 AIRTRACER», Issue 2