Variante del Mitsubishi A6M Zero
Mitsubishi A6M Zero A6M5c Modelo 52 Hei
Ultima sottovariante di serie del Modello 52: tre mitragliatrici Tipo 3 da 13,2 mm, due cannoni da 20 mm, corazzatura dietro il pilota e rotaie per razzi, a costo di un peso che degradò l'agilità classica dello Zero.
Scheda del Mitsubishi A6M Zero
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- 1 settembre 1944
- Primo volo
Storia
L'A6M5c, designato dalla Marina Imperiale Giapponese come Caccia Imbarcato Tipo 0 Modello 52 Hei (零戦五二丙型), fu la terza e più pesante sottovariante del Modello 52 e l'ultimo Zero costruito in grandi numeri. Nacque dall'emergenza seguita alla battaglia del Mar delle Filippine del giugno 1944: l'aviazione navale giapponese era stata falcidiata dai Grumman F6F Hellcat e il caccia destinato a sostituire lo Zero, il Mitsubishi J2M Raiden, non arrivava ancora alla produzione in serie. Senza alternative, la Marina ordinò di spremere ancora una volta una cellula già considerata obsoleta, puntando questa volta sulla potenza di fuoco e sulla protezione del pilota anziché sulla leggerezza che aveva definito l'aereo.
Il cambiamento più evidente fu l'armamento. La mitragliatrice Tipo 97 da 7,7 mm ancora presente sul lato sinistro della cappottatura fu eliminata, lasciando nella fusoliera solo l'arma Tipo 3 da 13,2 mm introdotta sul Modello 52 Otsu. Se ne aggiunsero altre due, una in ciascuna ala, esternamente ai cannoni Tipo 99 da 20 mm, con cadenza di 800 colpi al minuto. La combinazione di tre armi da 13,2 mm e due cannoni da 20 mm rese l'Hei lo Zero meglio armato mai giunto ai reparti, e all'esterno delle nuove mitragliatrici ogni ala ricevette quattro rotaie per razzi aria-aria o bombe leggere, pensate soprattutto per attaccare formazioni di bombardieri.
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La protezione ricevette un'attenzione senza precedenti nella serie. Dietro il poggiatesta fu montata una lastra di vetro blindato da 55 mm e dietro il sedile una piastra d'acciaio da 8 mm; il serbatoio centrale divenne autostagnante e il rivestimento alare fu ulteriormente irrobustito, con rinforzi locali che consentivano picchiate a velocità maggiori. L'attacco del serbatoio ventrale sganciabile da 300 litri passò a un sistema a quattro punti. Il primo esemplare della sottovariante fu completato nel settembre 1944.
Il problema fu il motore. Tutti questi miglioramenti si accumularono sullo stesso Nakajima Sakae 21 da 1.130 hp che equipaggiava il Modello 52 dal 1943. Gli ingegneri della Mitsubishi avevano chiesto il più grande e potente Mitsubishi Kinsei per compensare il prevedibile aumento di peso, ma la Marina rifiutò di nuovo e impose di mantenere il Sakae 21 in attesa del Sakae 31 con iniezione acqua-metanolo. L'omologazione di quel motore fu interrotta nell'autunno 1944, quando gli ispettori navali dovettero dedicarsi a correggere un difetto del riduttore del Sakae 21 su circa 300 Zero della serie 52, e con la campagna delle Filippine in corso l'Hei entrò in produzione di massa con il vecchio motore. Il risultato, come lo descrive la storiografia giapponese, fu un aereo il cui peso in ordine di combattimento si avvicinava ai 3.000 kg, che guadagnò in velocità di picchiata ma perse al tempo stesso la manovrabilità e la rapidità di salita che erano state il tratto distintivo dello Zero. La documentazione occidentale riporta che alcune fonti attribuiscono il Sakae 31 a questa sottovariante, ma i registri giapponesi e le schede tecniche di riferimento lo assegnano all'A6M6c e all'A6M7, non all'Hei.
A causa di questa zavorra, il Modello 52 Hei fu impiegato soprattutto in due ruoli: l'intercettazione dei Boeing B-29 sopra l'arcipelago e gli attacchi speciali. Fotografie note mostrano A6M5c in preparazione per missioni kamikaze a Kyushu all'inizio del 1945, e il reparto notturno Fuyō, comandato da Tadashi Minobe, ricevette questi velivoli «pesantemente armati e corazzati» pur non disponendo di alcun equipaggiamento reale per il combattimento notturno. Ciò nonostante l'Hei combatté in volo fino alla fine: il 3 agosto 1945 il tenente Hiroshi Morioka, asso del 302º Kōkūtai che volava con una protesi alla mano sinistra, guidò dai comandi di un 52 Hei una sezione di quattro Zero che abbatté un P-51 Mustang sulla baia di Sagami, e il 15 agosto, la mattina stessa della resa, gli Zero del 302º e del 252º Kōkūtai combatterono l'ultima azione contro aerei imbarcati alleati.
La produzione fu condivisa tra Mitsubishi e Nakajima, che costruì la sottovariante anche insieme al successivo Modello 62; le fonti divergono molto sul totale, e la cifra di 93 unità riportata dalla storiografia francese contrasta con il «prodotto in massa» dei registri giapponesi. Alcuni resti sopravvivono: il Museo della Pace per i Kamikaze di Chiran espone, praticamente come fu recuperato dal mare nel 1980, la parte anteriore del 52 Hei ヨD-127 (Nakajima n. 62343), perduto nel maggio 1945 al largo dell'isola di Koshiki, e una fusoliera di Hei recuperata dalla baia di Kinkō servì per ricostruire il Modello 52 Ko esposto alla base di Kanoya. Dal punto di vista progettuale, l'A6M5c fu anche la base diretta della linea finale dello Zero: dall'Hei derivarono il prototipo A6M6c Modello 53 con Sakae 31, l'A6M7 Modello 62/63 da attacco con armamento identico, e il primo prototipo dell'A6M8 Modello 54 con motore Kinsei.
Multimedia
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