Variante del Lockheed Martin F-22 Raptor
Lockheed Martin F-22 Raptor F/A-22A
Designazione che l'Aeronautica statunitense diede all'F-22A tra il settembre 2002 e il dicembre 2005 per sottolinearne la capacità di attacco al suolo, imitando la formula dell'F/A-18 Hornet. Non fu un velivolo diverso: fu lo stesso Raptor nel tratto finale del suo sviluppo, mentre se ne discuteva l'utilità, se ne riduceva il numero e si pianificavano i miglioramenti aria-terra.
Scheda del Lockheed Martin F-22 Raptor

Storia
Una lettera aggiunta, non un nuovo velivolo
L'F/A-22A non è una versione distinta del Raptor, ma il nome che portò l'F-22A per poco più di tre anni. Nel settembre 2002 l'Aeronautica statunitense decise di cambiare la designazione del velivolo in F/A-22, aggiungendo la «A» di attack con lo stesso schema che la Marina applicava all'F/A-18 Hornet. L'obiettivo dichiarato era sottolineare la capacità di attacco contro obiettivi terrestri che si pensava di incorporare, in un momento in cui il ruolo e la rilevanza di un caccia di superiorità aerea puro erano in discussione. La designazione F-22 fu ripristinata nel dicembre 2005, in coincidenza con l'entrata in servizio, e da allora il velivolo di serie torna a chiamarsi F-22A. Le fonti di riferimento lo riassumono così: il velivolo fu designato indifferentemente F-22 e F/A-22 negli anni precedenti alla sua entrata in servizio, prima di essere fissato ufficialmente come F-22A.
Va sottolineato che nessun cambiamento di cellula, motore o avionica accompagnò il nuovo nome. Quando fu adottata la designazione, il programma era già da anni nella fase di sviluppo ingegneristico e di produzione (EMD): il primo F-22A EMD, con numero di coda 91-4001, era stato presentato a Marietta il 9 aprile 1997 e aveva volato per la prima volta il 7 settembre 1997. Secondo la Wikipedia tedesca, il primo velivolo di serie, il 4010, effettuò il volo inaugurale il 1° ottobre 2002, proprio quando la nuova denominazione entrava in vigore, e la prima consegna all'Air Force avvenne il 10 ottobre 2003.
Perché fu aggiunta la «A»
Il Raptor fu concepito come caccia di superiorità aerea con una capacità aria-terra minima, pensato per individuare, seguire e distruggere caccia sovietici avanzati prima di essere rilevato. Tale minaccia non si materializzò mai, e col passare degli anni l'Air Force pose sempre più enfasi sul potenziale del velivolo per l'attacco al suolo, soprattutto contro sistemi missilistici superficie-aria che avevano minacciato l'aviazione statunitense in conflitti recenti. Il rapporto GAO-04-391 lo esprime senza mezzi termini: nel settembre 2002 l'Air Force decise di aggiungere una capacità di attacco aria-terra «più robusta del previsto», ora considerata necessaria per aumentare l'utilità del velivolo, e tale decisione avrebbe aggiunto un costo significativo al programma nei dieci anni successivi.

Il Congressional Research Service (CRS) riporta la stessa lettura nel suo rapporto del 2005: la «A» fu aggiunta per significare la capacità del velivolo di effettuare questo tipo di attacchi, e nel 2003 l'Air Force iniziò ad assegnare contratti ai costruttori dell'F/A-22 incentrati sui miglioramenti radar e delle comunicazioni necessari ad ampliarne la capacità aria-terra. Nel discorso ufficiale di quegli anni, l'F/A-22 avrebbe formato insieme al B-2 la Global Strike Task Force, la forza destinata a distruggere sistemi particolarmente pericolosi come gli SA-10 e SA-12 russi: entrambi i velivoli venivano presentati come gli unici capaci di eliminare tali minacce «anti-accesso» e aprire lo spazio aereo al resto della forza. Il segretario dell'Air Force James Roche e il suo capo di stato maggiore, il generale John Jumper, arrivarono a sostenere un acquisto fino a 800 velivoli tra F/A-22 e FB-22, sostenendo che un numero maggiore avrebbe migliorato la capacità di colpire obiettivi d'opportunità. La Wikipedia francese aggiunge una sfumatura: fu su insistenza del Congresso che il Raptor ricevette per un periodo la designazione F/A-22 e restò obbligato a poter effettuare, a lungo termine, missioni aria-suolo.
Cosa fu pianificato sotto questa designazione
L'armamento dell'F/A-22 descritto dal CRS nel 2005 includeva il cannone M61 da 20 mm, i missili AIM-9 Sidewinder e AIM-120 AMRAAM e, come munizione aria-superficie, la Joint Direct Attack Munition (JDAM), con la Small Diameter Bomb ancora in sviluppo. L'ampliamento della capacità d'attacco consisteva nel passare da due bombe da 1.000 libbre a otto da 250 libbre e nel modificare il radar aggiungendo un indicatore di bersagli mobili terrestri, una modalità ad apertura sintetica ad alta risoluzione e un'antenna elettronica di quarta generazione. Il GAO descriveva nel 2004 un programma di ammodernamento organizzato in cinque spirali di sviluppo lungo oltre dieci anni, avviato nel 2003: la spirale «Global Strike Basic» per l'anno fiscale 2007 (lancio del JDAM a maggiore velocità e distanza), «Global Strike Enhanced» per il 2011 (radar migliorato contro missili superficie-aria avanzati e nuove armi aria-terra), «Global Strike Full» per il 2013 e una capacità completa di intelligence, sorveglianza e ricognizione per il 2015. Il gruppo di analisi dei costi dell'Ufficio del Segretario alla Difesa aveva stimato nel marzo 2003 che tale programma sarebbe costato 11,7 miliardi di dollari, cifra che l'Air Force contestava, sostenendo che i miglioramenti erano già preventivati e che il GAO confondeva l'F/A-22 con il concettuale FB-22.
Parte di quanto pianificato sotto il nome F/A-22 si materializzò già con la designazione F-22A: l'impiego del JDAM arrivò con l'Increment 2 nel 2005, la SDB fu integrata con l'Increment 3.1 nel 2011 e il radar AN/APG-77(V)1 con modalità aria-terra fu certificato nel marzo 2007. Prima del ripristino del nome, il 14 luglio 2005, un velivolo dell'411° Squadrone Collaudi in Volo effettuò sul poligono di Mojave il primo lancio supersonico di una GBU-32 JDAM da 1.000 libbre. In un test, un Raptor in volo a Mach 1,5 e 15.000 m colpì con una JDAM un bersaglio mobile a 38 km di distanza.
Un periodo di tagli e controlli
La fase F/A-22 coincise con la fase di maggior pressione sul programma. Nell'aprile 2003 il velivolo entrò nella valutazione operativa iniziale (IOT&E), i cui risultati lo dichiararono «straordinariamente efficace» come caccia di superiorità aerea, mentre il collaudo operativo della sua limitata capacità di attacco al suolo fu rinviato a prove di continuazione previste per il luglio 2005. La decisione di produzione a pieno ritmo, prevista per il dicembre 2004, fu riprogrammata a marzo 2005, con 98 velivoli già sotto contratto. Il 23 dicembre 2004 trapelò la Program Budget Decision 753, che raccomandava di terminare la produzione nell'anno fiscale 2008 invece che nel 2011 e di tagliare 96 esemplari dei 279 previsti, lasciando una flotta di soli 183 Raptor; il GAO quantificava tale riduzione in 10,5 miliardi di dollari e il CRS in 10,4 miliardi. Il GAO chiedeva inoltre un nuovo «caso commerciale» che giustificasse quanti F/A-22 servissero nei loro ruoli aria-aria e aria-terra, e avvertiva che rendere il Raptor un velivolo multiruolo sfumava la distinzione rispetto al Joint Strike Fighter, la cui stiva interna prevista (5.700 libbre contro 2.000) era maggiore.
Il ritorno a F-22A
La designazione fu ripristinata nel dicembre 2005, quando il 27° Squadrone Caccia di Langley raggiunse la capacità operativa iniziale, fissata al 15 dicembre 2005. Le fonti discordano sul giorno esatto del cambio di nome: la Wikipedia in spagnolo lo colloca al 12 dicembre e quella tedesca al 13. Nella legislazione, il CRS segnala che la sezione 8067 della legge di stanziamenti per la difesa dell'anno fiscale 2006 impiegava ancora «F/A-22» e che la sezione 8058 di quella dell'anno fiscale 2007 riportò la designazione a F-22. Da allora, le opere di riferimento trattano l'F/A-22A come una nota a piè di pagina dell'F-22A: la versione monoposto, «designata F/A-22A all'inizio degli anni 2000 prima di tornare a F-22A nel 2005», di cui furono costruiti 195 esemplari, 8 di prova e 187 operativi.

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