Yak-40: the Soviet people's three-engine aircraft

SkyShips en Español · 14 maggio 2023 · 29:42 · spagnolo · Documentario

Video del canale SkyShips en Español su Yakovlev Yak-40, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 29:42. Lingua: spagnolo. Tipo di video: Documentario.

Di cosa tratta

Documentario tradotto in spagnolo sul Yakovlev Yak-40, il piccolo trimotore a getto sovietico pensato per collegare aerodromi locali, anche non pavimentati. Ripercorre la sua origine, il suo design, il gruppo propulsore, la cabina, la sua carriera commerciale all'interno e all'esterno dell'URSS e i tentativi di modernizzarlo.

Contesto storico

Negli anni '60 il trasporto locale sovietico era ancora nelle mani di veterani a pistoni come il Li-2 e l'Il-12, che gestivano quasi la metà del traffico aereo del paese da piste di 700 o 800 metri. Beriev e Antonov con l'AnBe-20, e Ilyushin con l'Il-70, studiarono alternative, ma l'incarico finì all'ufficio di Yakovlev, che iniziò ufficialmente nell'aprile 1965 e fece volare il prototipo nel 1966. La produzione in serie partì nel 1967 nello stabilimento di Saratov, e i primi voli regolari partirono da Bykovo, il cui stemma include l'aereo. Il suo elevato consumo gli valse il soprannome di «assassino del cherosene», e il fumo dei suoi motori quello di «mozzicone di sigaretta». Fu il primo aereo sovietico certificato in paesi occidentali, con consegne all'Italia e alla Germania nei primi anni '70, frenate dalla crisi petrolifera del 1973. Fu costruito tra il 1966 e il 1981; a Saratov gli succedette il Yak-42, un aereo molto diverso, e negli anni '90 visse una seconda giovinezza grazie al carburante a basso costo, finché i prezzi non tornarono a salire.

Dati principali

Misura 20,3 m di lunghezza e 25 m di apertura alare, con coda a T, ala dritta e spessa priva di slat, spoiler o freni aerodinamici, e un carrello robusto con ruote grandi. Monta tre turbofan AI-25 dell'ufficio Progress, con rapporto di diluizione 2:1 e fino a 14,7 kN di spinta, e un APU AI-9. Vola a 510-550 km/h, atterra in circa 800 m grazie a un inversore di spinta integrato nella coda, raggiunge circa 800-900 km a pieno carico e ha una quota di tangenza di soli 6.000 m per la sua modesta pressurizzazione. La cabina, con accesso tramite una scaletta ventrale nella coda, passò da 24 a 27 e poi a 32 posti. L'istituto SibNIA lo rimotorizzò con due Garrett TFE731, un'ala in materiali compositi e winglet, con circa 4.000 km di autonomia, 10.000 m di tangenza e fino a 700 km/h. Nel corso del suo servizio si persero 107 velivoli.