Variante del Junkers F 13
Junkers F 13
L'F 13 nella sua configurazione originale del 1919: il primo aereo costruito a Dessau, con un motore Mercedes D IIIa e un'ala più piccola rispetto agli esemplari di produzione. Volò per la prima volta il 25 giugno 1919 con Emil Monz ai comandi; le fonti non concordano su quale cellula effettuò quel volo.
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- 25 giugno 1919
- Primo volo
- 1400 km
- Autonomia
- 4
- Passeggeri
Storia
Cosa copre questa pagina
Questa pagina riguarda l'F 13 nella sua configurazione originale del 1919: il primo aereo costruito a Dessau, con un motore Mercedes D IIIa e un'ala più piccola di quella che avrebbero montato gli esemplari di produzione. L'elenco delle varianti nella Wikipedia inglese lo descrive come il primo prototipo. La produzione successiva, la sottoserie con altri motori e il numero totale costruito appartengono ad altre varianti e al modello, non a questa.
Dal J 12 al J 13
Già prima della fine della Prima guerra mondiale, la Junkers lavorava a un aereo da passeggeri, il J 12, che fu abbandonato poco dopo quando iniziò il lavoro sul J 13, la designazione interna con cui fu sviluppato il futuro F 13. Hugo Junkers chiese al suo capo progettista, Otto Reuter, un aereo da passeggeri interamente in metallo e destinato esclusivamente all'uso civile; le considerazioni militari non ebbero alcun ruolo. La lettera F, per Flugzeug (aereo), inaugurò un nuovo sistema di designazione presso l'azienda. Il progetto doveva rispettare le restrizioni imposte dagli Alleati all'aviazione civile tedesca: una velocità massima di 170 km/h, una quota massima di 4000 m, un carico utile di 600 kg e un'autonomia di 300 km, limiti che non furono revocati fino all'Accordo aereo di Parigi del 21 maggio 1926. Da qui le sue dimensioni modeste, con spazio per due membri d'equipaggio e quattro passeggeri.
Un monoplano metallico senza controventature
Il risultato fu un monoplano ad ala bassa a sbalzo con ala e piano di coda spessi e rastremati, una deriva triangolare e senza flap. L'intera struttura era in duralluminio, con longheroni tubolari e rivestimento in lamiera ondulata, la tecnica che la Junkers utilizzava fin dal J 7 del 1917, e l'aereo poteva essere smontato in sezioni per il trasporto. Nel primo esemplare i due membri d'equipaggio disponevano di un solo set di comandi (i comandi doppi arrivarono in seguito) e di pochi strumenti; i due finestrini della loro postazione non erano vetrati, ma dotati solo di un deflettore d'aria davanti a ciascuna apertura, per evitare la formazione di ghiaccio e l'appannamento. I quattro passeggeri sedevano in una cabina chiusa con finestrini vetrati, all'inizio separata dalla cabina di pilotaggio da un tramezzo senza passaggio.
Il primo volo e la questione della cellula
Il primo volo ebbe luogo a Dessau il 25 giugno 1919, con il pilota aziendale Emil Monz ai comandi e un Mercedes D IIIa a sei cilindri in linea raffreddato ad acqua che azionava un'elica bipala in legno laminato a passo fisso. Le fonti non concordano su quale cellula volò quel giorno. La Wikipedia tedesca attribuisce il volo al numero di fabbrica 531, chiamato Herta in onore della figlia maggiore di Hugo Junkers, immatricolato D-183 il 18 luglio 1919 e, nel registro in vigore dal 22 maggio 1920, D-1; il nome fu assegnato il 30 luglio, quando Junkers approvò anche il nome Anneliese per il secondo F 13, ancora in costruzione. Il resoconto di flyingmachines.ru inverte l'ordine: il prototipo del 25 giugno sarebbe il numero 533, Annelise, mentre il 531, Herta, avrebbe volato per la prima volta il 18 luglio con l'immatricolazione D-183, poi D-1; in servizio presso la Deutsche Luft Hansa quell'aereo portò in momenti diversi i nomi Nachtigall, Annelise e Herta.
Motore e ala della prima configurazione
La potenza del Mercedes D IIIa varia a seconda della fonte: 127 kW (170 CV) secondo le Wikipedia inglese e spagnola, mentre flyingmachines.ru la indica in 160 CV e riporta dati per l'F 13 con un Mercedes da 158 CV. Anche l'ala non coincide: la Wikipedia inglese indica un'apertura alare di 14,47 m e una superficie di 38,9 m²; flyingmachines.ru indica 14,8 m e 34,5 m². Quest'ultima fonte attribuisce a questa versione una lunghezza di 9,6 m, un peso a vuoto di 950 kg, un peso al decollo di 1640 kg, 170 km/h e un'autonomia di 1400 km. Gli aerei di produzione ricevettero un'ala di apertura e superficie maggiori e il più potente BMW IIIa.
Il record di quota del 13 settembre 1919
Durante i collaudi, il 13 settembre 1919, Monz portò un F 13 a 6750 m con otto persone a bordo in 86 minuti; flyingmachines.ru riporta anche cifre ridotte di 6290 m in 81,6 minuti. La salita fu registrata da un barografo della Flugzeugmeisterei ma non poté essere riconosciuta ufficialmente perché alla Germania era allora negata l'appartenenza alla FAI; l'associazione Alte Adler, invece, parla di sei occupanti e di un record riconosciuto. Quell'aereo non aveva più la configurazione originale: montava un BMW IIIa da 185 CV e, probabilmente, l'ala ampliata di produzione. Il volo contribuì molto a far conoscere l'F 13.
Cosa ne fu del primo aereo
Durante un volo da Berlino a Mosca, Annelise dovette effettuare un atterraggio di emergenza a Kovno (l'attuale Kaunas) in Lituania e fu sequestrato dalle autorità; in seguito tornò in Germania e fu immatricolato D-41. Una replica statica costruita da Pflumm riproduce l'aspetto del primo prototipo, D1 "Nachtigall": è stata esposta fino al 2013 presso l'Albatros-Flugmuseum dell'aeroporto di Stoccarda e, dopo diversi anni di restauro, è visibile dal settembre 2019 presso l'aeroporto di Mönchengladbach.

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